Ci siamo. Siamo ai blocchi di partenza. Sta per partire un evento importante immaginato e concepito più di un anno fa.
Per la verità era qualcosa che avevo in mente da 5 anni ma mancavano diversi tasselli del mosaico per poter partire. Credibilità, capacità organizzativa, partnership, rete di relazioni. Tutti elementi che richiedono molto tempo per essere sviluppati. I rischi non mancavano e non mancano ma personalmente sono ottimista e butto sempre il cuore oltre l’ostacolo.
Un evento come questo dovrebbe avere un’anima e a mio parere dovrebbe essere la stessa anima ottimista che mi ha guidato nella sua ideazione e costruzione. Se pensiamo che talento, merito, ricerca, innovazione, sviluppo siano termini da dimenticare allora non può esserci neppure la forza di concepire qualcosa di nuovo e di importante.
Per questo ho subito immaginato di riunire persone con un tratto in comune: l’ottimismo, l’entusiasmo, la voglia di fare. Ho parlato con tutti gli invitati di questo tratto comune e ho trovato molti consensi. Quando si parla con questo tipo di persone ci si arricchisce sempre e si fa il pieno di energia e di entusiasmo.
Vorrei che questo spirito permeasse tutta la manifestazione. Vorrei che non si parlasse nei soliti termini problematici e negativi: il talento ed il merito non sono riconosciuti, la ricerca non si può fare, l’innovazione è difficile da realizzare, lo sviluppo è a rischio, forse c’è il declino etc.
Il miglior modo per evitare di creare un evento dai toni negativi è invitare persone che pensano e agiscono in modo positivo che non temono di rischiare e di sognare. E che con questo spirito hanno costruito una storia di successo da raccontare e sono diventati in certi casi loro stessi dei “modelli di successo”.
Il messaggio che ogni relatore mi auguro possa trasmettere sarà un messaggio positivo e di forza. Un messaggio che dia carica ed energia.
Moreno Muffatto




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