Mauro Ferrari, un “nostro” talento internazionale

10 07 2008

E’ anche grazie al Forum della Ricerca e dell’Innovazione che il nostro Paese ha avuto la possibilità di “riscoprire” uno di quei talenti, di quei cervelli in fuga, che hanno trovato negli Stati Uniti un ambiente favorevole alle proprie ricerche. Il professor Mauro Ferrari è quasi diventato un eroe nazionale. La sua popolarità cresce di giorno in giorno come testimoniano i numerosi inviti che ha ricevuto da parte degli atenei italiani. Dopo il  keynote speech al Forum (maggio 2008 ) , ha preso parte nel giugno 2008, a due importanti eventi riguardanti le frontiere della Nanomedicina presso l’Università di Milano Bicocca e la facoltà di Medicina dell’Università di Padova. Recentemente è stato protagonista di una bella intervista su Il sole 24 Ore, che potete leggere a questo LINK e di un’altra intervista sull’inserto di scienza e tecnologia de La Stampa che è possibile leggere a questo LINK

La vicenda di Mauro Ferrari, puo’ essere dunque l’occasione per tornare su uno dei temi portanti del Forum 2008: la fuga dei cervelli. L’Italia non deve vivere con un complesso di inferiorità e preoccuparsi troppo della fuga dei suoi migliori cervelli. Proviamo solo per un momento ad ammainare il tricolore, a lasciare da parte l’orgoglio nazionale, adottando un punto di vista strettamente scientifico. Non è forse meglio che certi “talenti” operino li’ dove dove il contesto sociale, culturale e scientifico puo’ offrire il migliore contesto? Non sarà forse questo un beneficio per la scienza in generale e per l’intera umanità? Da questo punto di vista, possiamo dunque provocatoriamente affermare che  il problema di fuga dei cervelli non esiste. Prendiamo proprio l’esempio di Mauro Ferrari, tra i padri fondatori di una nuova scienza, la nanomedicina, che promette di portare sensibili miglioramenti nelle cure per il cancro. Forse se Ferrari non avesse operato negli States, l’ambiente piu’ dinamico e competitivo (scientificamente parlando), ora sarebbe ugualmente un ottimo scienziato, un illustre docente, ma non avrebbe messo a frutto tutto il suo potenziale di ricerca. 

Sulla base di queste riflessioni, dunque, la questione del brain drain non deve preoccuparci. La vera sfida sta nel diventare un polo di attrazione di talenti e cervelli. L’Italia non deve chiedersi cosa fare per impedire la fuga dei cervelli, ma cosa fare per diventare un polo internazionale di attrazione per quanto riguarda alcuni ambiti disciplinari di eccellenza.





Nanotech, il grande affare: la grande inchiesta de Il Corriere della Sera intervista i protagonisti del Forum

26 06 2008

Il numero odierno de Il Corriere della Sera dedica due pagine speciali alle opportunità e agli orizzonti delle nanotecnologie. Lo fa con un bell’articolo di Antonia Jacchia, gia’ inviata della medesima testata al Forum della Ricerca e dell’Innovazione, che intervista alcuni dei protagonisti del Forum: Renato Bozio, prorettore alla Ricerca dell’Università di Padova, Stefano Gallucci, imprenditore e titolare QID e Luisa Bozano, ricercatrice dell’Ibm.

Per leggere l’articolo è sufficiente collegarsi a questo LINK





Nanochallenge and Polymerchallenge 2008

17 06 2008

Sono aperte le iscrizioni a Nanochallenge and Polymerchallenge 2008. La competizione mette in palio un montepremi di 600.000 euro per l’avvio di start-up nel settore delle nanotecnologie e dei materiali polimerici e compositi. Possono partecipare team italiani e stranieri composti da almeno due persone, intenzionati ad avviare la propria impresa in Veneto o in Campania, all’interno dei Distretti tecnologici Veneto Nanotech ed IMAST. La deadline per la registrazione e l’invio della descrizione del progetto è il 21 luglio 2008. Per informazioni:
info@nanochallenge.com
www.nanochallenge.com





Nanotecnologie: Stefano Gallucci

6 05 2008

Fortemente convinto che l’innovazione sia la base per creare nuove opportunità, Stefano Gallucci è il CEO e fondatore con il Prof. Renzo Rosei di QID (www.qidnano.com), startup nel settore delle nanotecnologie applicate ai materiali catalitici. Con uffici e laboratory a Trieste presso il Sincrotrone e collaborazioni con l’Università di Padova e di Trieste, QID sta realizzando nuovi materiali per sostituire i metalli preziosi (Platino, Rodio, Palladio) utilizzati nei processi industriali con nuovi materiali a basso costo. QID è una fast growing company che sta attirando l’attenzione sia nella comunità scientifica che nel settore industriale per l’impatto rivoluzionario dei suoi prodotti.

Stefano Gallucci è stato Amministratore Delegato della divisione Europa di Singular ID Ltd (Singapore), startup nelle nanotecnologie nominata da Redherring come una delle Top 100 startups dell’Asia, attiva nel settore dell’anticontraffazione per l’industria aerospaziale, alimentare, automotive, fashion, farmaceutica, dei beni di largo consumo, e meccanica in generale. Singular ID è stata di recente acquisita da Biliare, multinazionale indiana del farmaco.

Nel 1997 ha fondato una start-up acquisita da una delle principali aziende italiane quotate. E’ stato il CEO della controllata fino al 2002, mentre la sua prima start-up tecnologica è stata fondata a Palo Alto (California) nel 1993.

Stefano Gallucci ha una laurea in Scienze dell’Informazione conseguita all’Università di Udine e un Master della University of Houston (Texas).