L’intervista ad Umberto Veronesi

8 04 2008

Il paradosso della ricerca. Giovani pieni di idee ma costretti a emigrare.

( l’articolo di MARIO PAPPAGALLO, apparso ieri su Il Corriere della Sera)

“Pensiero e scienza salveranno l’Europa”, scrive il filosofo Emanuele Severino sul Correre della Sera. Ma analizzando le percentuali di spesa in ricerca e sviluppo rispetto al PIL dei principali Paesi occidentali (Svezia 3,70; Giappone 3,06; Stati Uniti 2,84; Germanai 2,29; Francia 2,18; Olanda 2,04; Grand Bretagna 1,83; Italia 0,9) non appare chiaro quale possa essere il ruolo futuro del nostro Paese.
Umberto Veronesi, ricercatore di fama internazionale è d’accordo con Severino:”sempre pero’ che si punti sui giovani e si cambi la politica della ricerca”. Spiega:” L’Italia puo’ dare via ad un Moderno Umanesimo, al Rinascimento europeo. Grazie ai nostri giovani scienziati. Punto di forza dirompente, ma fortemente ostacolato. In tantissimi mi scrivono ogni giorno: “Ma lei come ha fatto a dedicarsi alla ricerca? Forse ai suoi tempi era diverso, ma non non ce la facciamo”. I miei tempi, nel dopoguerra erano ben piu’ duri e poveri. Io ho avuto la mia prima borsa di studio, molto esigua a 34 anni. Oggi invece le risorse ci sarebbero, ma la distribuzione è inadeguata e c’e’ un disinteresse generale verso la scienza. Cominciamo ad innalzare la quota del PIL almeno al 1,5%.
A vantaggio dei giovani? Veronesi insiste: ” Hanno talento, merito, idee. E sono tra i migliori d’Europa”. Ecco le prove. QUalche mese fa il Consiglio europeo della ricerca ha diffuso i dati preliminari del primo bando relativo al budget di 7,5 miliardi di euro per giovani ricercatori. I risultati finali a novembre. Il bando era basato sula valore delle idee: andava presentato il curriculum ed un progetto di ricerca, indicando anche il Paese dove realizzarlo. Le domande sono state 9.716, la prima selezione a portato a 570 finalisti.250 saranno i vincitori ( ad ognuno andranno 2 milioni di euro per il loro progetto). All’inizio 1600 domande erano italiane. Piu’ della Francia e della Germania messe insieme. Fra i 570 finalisti, il 14% è italiano. La Germania ci ha sorpassato con il 17% dei finalisti.
Nota negativa: solo il 4% degli italiani ha chiesto di realizzare il progetto in Italia, il 25% ha scelto la Gran Bretagna. E un solo straniero realizzerebbe il suo progetto in Italia.”Un norvegese. E il sospetto è che uomo o donna che sia non sia proprio attratto dall’Italia per la scienza” dice Veronesi. La Gran Bretagna attira, l’Italia no. Di qui l’allarme: “I nostri ragazzi sanno che per lavorare in ricerca devono cercare finanziamenti all’estero. Sono bravi, ma consapevoli che in Italia non c’e’ spazio. I migliori “emigrano”. Allora dobbiamo recuperare la nostra antica capacità di attrazione culturale. A parte che non ci sono concorsi internazionali ( come in Francia per esempio), il problema è che in Italia chi vuole fare ricerca non ha un percorso di carriera definito. Ci vuole un piano strategico e a lungo termine per i giovai che oggi spesso hanno il dubbio di poter sopravvivere se fanno i ricercatori. Non parliamo poi se vogliono mettere in piedi una famiglia.”
Che fare allora? “Un finanziamento dello Stato solo per i giovani che sia costante e soprattutto sicuro – è la ricetta di Veronesi -. E creare in Italia le basi per un poloo scientifico internazionale. Il progetto Cerba che creerà a Milano una Nih europea, è il seme del Rinascimento.” Italia “faro” europeo della scienza.


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