Al Forum la partecipazione straordinaria di Mauro Ferrari, padre fondatore della nanomedicina

9 04 2008

Chissa’ se i molti studenti che affollano le le aule del Paolotti, sede dei dipartimenti di matematica dell’Università di Padova, sanno che a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, uno dei padri fondatori della nanomedicina, il prof Mauro Ferrari, sedeva proprio come loro su scomodi banchi di legno, affrontando logaritmi, integrali doppi, spazi vettoriali, teoremi e definizioni. Oggi il professor Ferrari, padre della nanomedicina, è specializzato nella ricerca e nella sperimentazioni di trattamenti per la cura del cancro sfruttando le nanotecnologie. La nanomedicina è una scienza, o meglio la convergenza di molte discipline scientifiche, che solo a partire dai primi anni del nuovo millennio ha cominciato ad affascinare ed attrarre ricercatori, studiosi e scienziati. La ricerca in questo campo è prevalentemente americana, grazie ad un programma nazionale appositamente varato dal National Institute for Health nel 2005.
Docente di ingegneria biomedica, medicina e scienza dei materiali presso la Texas University, presidente del Texas Nanotechnology Consortium e responsabile della creazione della Alliance for Nanotechnology in Cancer, Mauro Ferrari è uno degli scienziati piu’ brillanti e vulcanici della nostro tempo. Accanto ai 20 brevetti ormai riconosciuti, Mauro Ferrari vanta una trentina di richieste di brevetto in fase di approvazione, la pubblicazione di oltre centocinquanta articoli scientifici, sei libri ed uno sterminato elenco di riconoscimenti e premi internazionali che per problemi di spazio siamo costretti ad omettere (homepage del prof. Ferrari).
La storia di Mauro Ferrari inizia proprio nel prestigioso Ateneo patavino, dove ottiene la laurea in Matematica. Sono anni difficili per il Paese e molti dei suoi cervelli piu’ promettenti guardano oltre oceano verso le frontiere della ricerca e della scienza. E’ infatti all’Università di Berkley che Ferrari consegue il suo dottorato e trascorre i primi dieci anni di attività dedicandosi alla scienza dei materiali e all’ingegneria dell’ambiente. L’impegno del professor Ferrari è rivolto alla cross-fertilizzazione di nanotecnologie e medicina. Questa la strada per rivoluzionare la medicina ed ottenere anche nuove modalità e strumenti per la cura delle neoplasie. Le nanotecnologie consentono non solo di portare con grande efficacia i farmaci in prossimità delle cellule colpite, ma anche di consentire una somministrazione intelligente e prolungata nel tempo. “Il paradigma terapeutico offerto dalle nanotecnologie è radicalmente diverso da quello tradizionale, – ha affermato recentemente Ferrari, intervistato da Sander Olson. – “Le nano particelle sono infatti in grado di superare la sequenza di barriere biologiche che a volte impediscono ai principi attivi di raggiungere le cellule malate. Il nostro obiettivo è quello di portare i farmaci esattamente dove servono, all’interno del corpo umano, superando le tradizionali difficoltà”. Le nanotecnologie, secondo Ferrari ed il suo staff, possono essere sfruttate anche nel campo diagnostico con la creazione di superfici nanostrutturate o nel miglioramento di sistemi e procedure bioptiche.
Il cuore delle ricerche svolte dal professor Ferrari riguardano le cosiddette bioMEMS ovvero biological Micro Electro Mechanical Systems: si tratta di circuiti integrati che incorporano nanodispotivi elettromeccanici. Quasi dei nanorobot, biocompatibili con l’organismo umano, utilizzabili per il “trasporto interno” di medicinali e per creare dei piccoli laboratori diagnositici su micro e nanochip.
Mauro Ferrari tornera’ a Padova, dopo molti anni, per partecipare al Forum della Ricerca e dell’Innovazione. A lui il compito di iniziare i lavori del Forum con un keynote speech che aprira’ una finestra sulla ricerca medica, sulle prospettive terapeutiche del futuro e sul business e l’imprenditorialità legata alle nanotecnologie e alla nanomedicina.

Paolo Giacon


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5 responses

30 10 2009
francesco

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