Dalla Silicon Valley al Made in Italy

10 04 2008

Andrea Pizzarulli è un giovane ingegnere elettronico (1973) che ha ideato, progettato e realizzato Raadx, la prima pendrive (o “chiavetta”) che raccoglie e trasmette dati, di vario formato, con connessione USB, Bluetooth e infrarosso. Non serve, quindi, un personal computer al quale collegarsi, come invece è necessario con le ormai tradizionali penne USB.
L’idea gli è venuta a San Francisco un paio di anni fa. Come accade spesso, le idee nascono per necessità. Andrea doveva “scaricare” dei file per un collega, ma trovandosi fuori ufficio e senza computer ha dovuto rimandare il trasferimento delle sue cartelle.
“Ci vorrebbe qualcosa che…” è stata la sua spontanea battuta, qualcosa che fosse in grado di fare collegamenti tra penne e tra una penna ed altri accessori tecnologici che di solito ci portiamo appresso: un telefonino, un palmare, un lettore mp3. Hi-tech da tasca. Le buone idee diventano presto delle “idee fisse”, dei propositi, dei progetti. Ma ci vuole anche molto coraggio oltre che fantasia e genialità. Perché non è uno scherzo passare da stimato ingegnere italiano, che da alcuni anni lavora nella mitica Silicon Valley, ad imprenditore di un prodotto che ti sei inventato per tuo conto. Però Andrea ha la tenacia di un marchigiano e il senso dell’avventura di un californiano d’adozione. Questo mix gli è servito per osare, avere coraggio, puntare su ciò in cui ha creduto. E ha fatto bene.

Per scoprire meglio cosa c’è dietro un prodotto innovativo come la penna Raadx, bisogna seguire un po’ la storia personale di Andrea Pizzarulli.
Dalle università italiane ogni tanto escono laureati di ottimo livello; si guardano attorno, trovano poche possibilità e preferiscono cercare lavoro all’estero, in altre università o in aziende altamente specializzate. “Fuga dei cervelli”, così viene chiamata questa migrazione dei bravi laureati. Andrea non è stato un cervello in fuga, però se ne è andato lo stesso, per sua scelta. Dopo la laurea in ingegneria elettronica all’Università Politecnica delle Marche (Ancona), ha cercato lavoro e l’ha trovato presso un’azienda di elettronica a San Benedetto del Tronto, vicino a casa (Civitanova Marche). Ovviamente, molti curricula spediti. La sua tesi di laurea trattava di “sistemi opto-elettronici” (che impiegano la luce trasmettere e ricevere informazioni attraverso la fibra ottica) e per un anno, in azienda, si è occupato dello stesso argomento. Un anno soltanto, perché il desiderio di andare a sperimentare sul campo era forte, insistente. E il campo era quella zona della California conosciuta in tutto il mondo come la Silicon Valley. È lì che si pensano, si sperimentano e si realizzano le tecnologie più all’avanguardia del mondo. È lì che c’è l’humus giusto per sentirsi coinvolti.
Andrea spedisce – come ricorda lui stesso – “pacchi” del suo curriculum tutto italiano.
In attesa di offerte di lavoro, Pizzarulli partecipa ad un “business plan contest” in Italia; se il tuo progetto è interessante, una società privata te lo finanzia e partecipa agli utili. Cash per azioni. Il progetto di Pizzarulli riguarda la trasmissione dati attraverso la fibra ottica. Progetto approvato, ma il finanziamento non è poi così rassicurante. E c’è anche il fatto che è arrivato l’invito per un colloquio di lavoro. Sede dell’azienda: Silicon Valley. Non si può perdere una simile occasione. Andrea ha il senso pratico di un marchigiano, deve rendersi conto di come sarà il suo futuro e parte per la California, d’estate. Periodo di ferie. Il suo lavoro è sempre a San Benedetto del Tronto, ma oltre oceano le proposte sono davvero interessanti. Quindi: passaporto e via. In quella “valle” abitata da premi Nobel e giovani ricercatori, provenienti da ogni parte del mondo, Andrea resta cinque anni. C’è molto da fare, molto da imparare.
Dopo cinque anni, per una esigenza professionale ecco l’idea di una pendrive senza computer. Bisogna cercare finanziamenti. Non passa molto tempo, dall’Italia (Piemonte) c’è chi è seriamente interessato al progetto Raadx. Si può tornare anche a casa, dunque. Non per nostalgia (qualcosa, certo, ogni tanto gli manca ad Andrea di questo nostro strambo paese), ma perché l’offerta che gli è stata fatta è un’altra buona occasione da non perdere.
Cinque anni, due dei quali trascorsi a Palo Alto, non sono così pochi da farti decidere a cuor leggero di andar via. L’azienda californiana vorrebbe trattenerlo, ma lui ha ormai deciso.
A Torino, nel gennaio del 2005, Andrea Pizzarulli fonda la Xanto Technologies srl, in società con Piemontech. A dare sostegno alla Xanto Technologies ci sono due partner strategici: Torino Wireless (un design center d’eccellenza per la ricerca e sviluppo avanzati) e Selcom (società leader nel mondo per la manifattura di apparati elettronici; per Xanto Technologies gestisce il cash flow di produzione, dall’ordine dei materiali alla consegna del prodotti per il cliente finale). Fondata la società, strette le giuste alleanze, non resta che iniziare a lavorare.
Il frutto della genialità scientifica e del coraggio imprenditoriale ora è tra le mani di Andrea Pizzarulli: è una penna tutta rossa (disponibile in altri colori), poco più grande di una comune chiavetta USB. Ha un display sul quale – muovendo una rotella di selezione – scorrono i file memorizzati.

Perché il nome Raadx?
Il nome Raadx è composto da “raad” e da una “x”, per cui la pronuncia esatta è “rad-ix”.
Raad deriva da rad (con una sola vocale), parola slang che negli Stati Uniti usano per indicare qualcosa che è “ok, giusto, radicale, perfetto”, pronunciata allungando la vocale “a”. Ecco che viene fuori raad. Il finale in “x” suggerisce un prodotto “techn/ics”.
Il nome è pronto, con quel tanto di curiosità che hanno in genere i nomi derivati dalle parole e che lì per lì sembrano di pura fantasia.
E a proposito di nomi, chiediamo a Pizzarulli perché la sua società ha il mitologico nome di Xanto.
Se Achille – celebre personaggio della mitologia greca, eroe della guerra di Troia – era invulnerabile in ogni parte del corpo tranne che in un tallone, immortale in ogni suo punto era invece il suo cavallo, Xanto, avuto in dono dal padre Peleo, re di Ftia, in Grecia.
Xanto è dunque un nome di buon auspicio, per durare a lungo, e anche al ritmo del galoppo.

Cosa si può fare con Raadx?
Attualmente, Raadx è l’unico dispositivo al mondo tascabile che garantisce la connettività tra interfacce USB, Bluetooth e infrarosso.

Con cosa ci colleghiamo?
Raadx ha un ingresso e una uscita, quindi possiamo collegarci ad un’altra chiavetta USB, ad una macchina fotografica digitale, ad una web camera e ad altri apparecchi simili. Con la connessione Wireless Bluetooth possiamo collegare Raadx alla maggior parte dei telefoni cellulari; con il Wireless infrarosso ci colleghiamo a telefoni cellulari e GPS. Se connesso ad un personal computer è come una normale penna USB (con memoria fino a 4GB).

Che cosa possiamo farci?
Un bel po’ di operazioni: scaricare le foto da una macchina fotografica digitale (porta USB d’ingresso), come se le scaricassimo su un PC; ascoltare musica con cuffie stereo senza fili di tipo Bluetooth; condividere file di qualsiasi genere – ad esempio, possiamo ascoltare lo stesso brano musicale trasferendo il file audio (selezionato nel display di Raadx) da un dispositivo all’altro; scambiare file con cellulari, GPS e PDA con la connessione Bluetooth o infrarosso; trasferire musica o fotografie da un normale lettore mp3 ad un cellulare usando Raadx come intermediario; registrare e ascoltare la nostra voce usando un auricolare Bluetooth da telefono.

Andrea Pizzarulli partecipa al Forum della Ricerca e dell’Innovazione nella sessione:
Talento da Svendere – Quale futuro per i talenti italiani?


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One response

17 02 2012
nik

Che sia solo tanto fumo……..?

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