TELEA ELECTRONICS: una piccola impresa per una grande innovazione

7 05 2008

Al Forum della Ricerca e dell’Innovazione spazio alle piccole e medie imprese del settore bio ed elettromedicale. Tra queste anche l’azienda vicentina Telea Electronics che parteciperà alla sessione di sabato 17 “Alta tecnologia in campo biomedico”. Ecco in anteprima la storia della piccola impresa che ha realizzato una grande innovazione.

 

Il successo dei prodotti di Telea Electronic Engineering, nasce dall’impegno costante dei suoi ricercatori ed  ingegneri  sulla frontiera della tecnologia e dell’innovazione. E’ al coraggio di Andrea Vesalio, medico, innovatore, scienziato, professore vissuto nel sedicesimo secolo che il management  di Telea Electronics ha dedicato il suo primo prodotto nel settore biomedicale. Scienza e sapere, voglia di scoprire il nuovo, migliorare le conoscenze e le tecniche esistenti, si intrecciano non solo nella vita e nell’opera del giovane fiammingo divenuto medico alla corte di Carlo V, ma anche nella storia  di “Vesalius”, bisturi innovativo a risonanza molecolare prodotto da Telea e ormai distribuito in tutto il mondo. I primi prototipi del nuovo bisturi vengono realizzati a cavallo tra il 1992 ed il 1993. L’azienda viene fondata nel 1988 da due fratelli Gianantonio e Arnaldo Pozzato. Precedentemente hanno operato nell’ambito dell’elettronica avanzata per i  sistemi di pesatura in movimento computerizzati e dei sistemi di emulazione per processori Intel per il controllo di motori. “Fin dalle prime commesse l’azienda si è sempre posta l’obiettivo di creare soluzioni nuove, di migliorare applicazioni, di puntare piu’ sull’innovazione e prodotti di nicchia che su prodotti standard ed grandi volumi di produzione”, spiega l’ing. Pozzato. Proprio questa mentalità fortemente “innovation oriented” porta i titolari a cogliere la richiesta proveniente dal mondo medico scientifico, ma anche da quello tecnico ingegneristico, di creare un piccolo bisturi con migliori caratteristiche rispetto ai bisturi esistenti (laser, elettrici o tradizionali). Il problema fondamentale degli elettro-bisturi riguarda infatti, l’elevato danno termico che le temperature di 600 /700 gradi causano ai tessuti che sono circostanti a quelli dell’intervento. Tali danni si traducono in tempi di recupero lunghi e soventi problematiche postoperatorie. Il desiderio di realizzare un prodotto meno dannoso e piu’ efficace porta dunque l’ingegner Gianantonio Pozzato, amministratore delegato e presidente di Telea, a percorrere una fase di approfondita   ricerca  e sperimentazione caratterizzata dallo studio non solo di fisica ed elettronica, ma anche discipline mediche come la fisiologia e la  chirurgia che porterà, come frutto di anni di impegno, fatica e passione, alla ideazione non  solo del bisturi innovativo ma di una vera e propria teoria detta della risonanza quantica molecolare.
Il risultato complessivo è dunque il bisturi Vesalius che permette la rottura del legame molecolare delle cellule, rimanendo ad una temperatura al massimo di 45 gradi , senza danno termico per le cellule circostanti .”La rottura dei legami molecolari – spiega il presidente di Telea –  permette un taglio netto lasciando intatte le cellule circostanti come dimostrato sia da esami istologici che al microscopio a scansione.” Tale tecnica comporta essenzialmente tempi di recupero molto bassi, minori rischi nel postoperatorio e minore dolore per il paziente.  I prodotti Telea sono orami venduti in tutta Europa in Giappone, Cina, Corea, Russia e nel 2008 è previsto l’ingresso nel mercato statunitense una volta superati tutti i test della Food and Drug Administration..
L’investimento in ricerca e sviluppo sfiora  il 25% del proprio fatturato: su 18 dipendenti Telea puo’ contare su 5 persone dedicate “quasi full time” alla sperimentazione e all’innovazione. Accanto alle collaborazioni con istituzioni ed università l’azienda di Quinto collabora attivamente anche con singoli specialisti per ottenere nuovi miglioramenti ai propri macchinari ed individuare potenzialità di applicazione in nuovi interventi o ambiti medici.

(tratto da “I modelli di successo per l’innovazione e la R&S delle piccole e medie imprese ad alta tecnologia dell’area vicentina” di Paolo Giacon)


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